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Campagna del Nord, il punto dopo la Gand

Dwars Door Vlaanderen, E3 Harelbeke e Gand-Wevelgem: tre prove hanno caratterizzato la prima settimana di quella che viene comunemente definita Campagna del Nord, momento della stagione ciclistica che ha il suo clou nel Giro delle Fiandre e nella Parigi-Roubaix. Quali indicazioni possiamo cogliere da ciò che abbiamo visto in questi giorni?

C’è un atleta che più di altri appare agguerrito e pronto a far man bassa di successi: è Greg Van Avermaet, che si è imposto in due delle tre occasioni. Alla Dwars non era presenta, ma tanto ad Harelbeke che a Wevelgem ha sbaragliato la concorrenza con attacchi mirati nel finale che hanno messo tutti Ko. Sono lontani i tempi in cui il corridore della BCM Racing Team era definito un eterno piazzato: ora appare cinico sotto tutti i punti di vista e sembra pronto per andar a prendersi un Monumento.

Ciò che è venuto fuori in maniera evidente, comunque, è che Peter Sagan rimane senza dubbio l’uomo da battere. È solo contro tutti e, da quest’aspetto, ricorda gli anni del miglior Fabian Cancellara, quando lo svizzero era accerchiato dai rivali ed era costretto a cavarsela ovunque da solo. Ha la stoffa per rimediare, ad ogni modo, l’atleta slovacco, e al Fiandre sarà ancora lui l’uomo da battere.

Bisogna poi menzionare una squadra, la Quick Step Floors, costruita principalmente per le Classiche del Nord e dunque sempre pericolosa su questi percorsi. Alla Attraverso le Fiandre ha dominato e ha portato a casa i primi due posti con Yves Lampaert e Philippe Gilbert (quest’ultimo piazzato d’onore anche due giorni dopo). In più può disporre delle carte Niki Terpstra, Zdenek Stybar, Matteo Trentin e Tom Boonen che permettono molteplici soluzioni: non dovrà commettere l’errore che ha compiuto alla Gand, però, quando con Terpstra e Trentin nel gruppo buono si è fatta sfuggire l’attacco rivelatosi poi decisivo.

Questi i punti fermi da cui si parte in vista della Ronde Van Vlaanderen, senza dimenticare le tante mine vaganti sempre pronto a colpire – citiamo, in particolare, Oliver Naesen e Jens Keukelaire – e le tante sorprese che possono venir fuori da corse dopo il fattore dell’imprevedibilità è davvero molto alto.

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