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Tour de France 2016, i giovani rispondono presente: Bardet, Yates e Meintjes sugli scudi

Accanto al dominio di Chris Froome, il Tour de France 2016 ha messo in mostra alcuni giovani talenti che certamente saranno i protagonisti del grande ciclismo nei prossimi anni. Stiamo parlando, tra gli altri, di Romain Bardet, Adam Yates e Louis Meintjes, tutti capaci di piazzarsi in top 10 in classifica generale.

Romain Bardet è il più esperto dei tre: 26 anni ancora da compiere, il francesino della Ag2R La Mondiale ha già ottenuto un onorevole sesto posto nel 2014, a 23 anni. Stavolta il salto di qualità: secondo dietro Sua Maestà Chris Froome, condito dalla perla a Saint Gervais Mont Blanc, quando ha avuto il coraggio, in un Tour avaro di spettacolo – di attaccare e fare la differenza.

Aspettando l’indomito ma sfortunato Thibaut Pinot (FDJ), che a podio c’è già andato nel 2014, e un ancora acerbo Warren Barguil (Giant-Alpecin), la Francia ha trovato in Bardet una certezza, colui che mira a far risplendere il tricolore francese sui Campi Elisi a oltre trent’anni dall’ultimo successo targato Bernard Hinault.

Maglia bianca di miglior giovane, Adam Yates è la più positiva sorpresa di questa Grande Boucle. Con una squadra non all’altezza nelle tappe in salita, la Orica-BikeExchange, il ventiquattrenne britannico ha rischiato di salire sul podio a due giornate dalla fine, quando la prova a cronometro, suo tallone d’Achille, l’ha fatto retrocedere di due posizioni. Con un Froome ancora al top, gli inglesi possono contare nei prossimi anni su un ulteriore talento per le grandi corse a tappe, senza dimenticare che il corridore di Bury ha già nel palmares una classica WorldTour, San Sebastian 2015.

Infine Louis Meintjes. Ventiquattrenne – ma dal viso di un diciottenne – sudafricano in forza alla Lampre-Merida, è giunto ottavo in un Tour che l’ha sì visto poco appariscente, ma semprecoi migliori, senza mai perdere le ruote buone. Meintjes diventa così il primo sudafricano a centrare la top 10 alla Grande Boucle, con l’ambizione e la consapevolezza di poter un giorno scalare ulteriori gradini e sognare, chissà, la maglia gialla.

La vecchia guardia non è ancora pronta per essere spodestata, ma le giovani leve già scalpitano: Bardet (e i connazionali Pinot e Barguil), Yates (e suo fratello Simon), Meintjes, senza tralasciare i giovani colombiani Miguel Angel Lopez ed Esteban Chaves e senza dimenticare un rimandato ma non bocciato Fabio Aru, sono pronti a far la voce grossa in un futuro ormai prossimo.

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