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Giro d’Italia 2016, le impressioni dei protagonisti. Nibali entusiasta

A Milano Expo, durante una cerimonia presieduta dai conduttori Cristina Chiabotto e Francesco Pancani, si è ufficialmente alzato il sipario sul Giro d’Italia 2016. Molti i campioni delle due ruote che sono accorsi alla presentazione della 99^ edizione della Corsa Rosa, accompagnata dallo slogan “L’Italia fa il Giro del mondo“. In attesa di sapere chi di loro sarà al via, è utile conoscere le loro impressioni su un percorso che appare ben equilibrato, offrendo spazio tanto ai velocisti, quanto agli attaccanti e agli scalatori, e che finirà, verosimilmente, col premiare corridori completi.

Sarà quasi certamente al via Vincenzo Nibali (Astana), fresco vincitore della sua prima Classica-Monumento – Il Lombardia 2015 – e già proiettato alla prossima stagione: “È un Giro d’Italia stuzzicante“, è la prima impressione dello Squalo, che vede nelle tre cronometro e nell’ultima settimana i punti chiave della corsa. “La tappa delle Dolomiti [Corvara] è quella che mi ispira di più“, osserva, ricordando come su quelle strade si alleni spesso durante i ritiri sul Passo San Pellegrino”.

Presente alla cerimonia, non difenderà la maglia rosa conquistata quest’anno a Milano il campione uscente Alberto Contador (Tinkoff-Saxo), che il prossimo anno focalizzerà l’attenzione su “due obiettivi: il Tour de France e Rio 2016“. È una corsa che apprezza, il Giro, per vincere il quale “sarà importante avere una grande squadra e anche fortuna perché lo si può perdere anche in pianura”.

Molte le chances per gli sprinter, certamente maggiori rispetto a quelle dell’ultima edizione. Ne è felice Marcel Kittel che, fresco di passaggio ufficializzato alla Etixx-QuickStep (dove prenderà il posto di Mark Cavendish), non sa ancora se sarà della partita, ma appare entusiasta del percorso: “Ci sono molte occasioni per i velocisti, gli organizzatori scrivono sette ma per me sono quattro e comunque non sono poche. Se farò il Giro cercherò di esprimermi al meglio, come sempre”.

Entusiasta Elia Viviani, che dopo aver rotto il ghiaccio con il Giro a Genova vuole proseguire sulla scia vincente: “Ci saranno tante volate e soprattutto tappe vere per velocisti, senza troppe insidie nel finale che possono lasciar spazio agli attaccanti”, è il pensiero del veronese del Team Sky, che aggiunge: “Il Giro sarà l’ultimo mio obiettivo importante su strada prima delle Olimpiadi e, chissà, potrei puntare anche alla maglia rossa“.

“I primi dieci giorni saranno molto intensi e sarà molto importante per gli uomini di classifica non perdere terreno”, è la riflessione di Alejandro Valverde (Movistar), fresco vincitore dell’Uci WorldTour 2015. “Risoul e Sant’Anna di Vinadio decideranno la corsa“, appare certo l’asturiano, convinto che saranno non più di quattro i corridori in grado di giocarsi la vittoria finale.

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