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Risorge un talento: Moreno Moser rompe il digiuno in Austria

Sebbene tutte le attenzioni siano in questo mese focalizzate sul Tour de France, una gran bella notizia giunge dall’Austria per i colori azzurri. Dopo due lunghissimi anni di digiuno, torna alla vittoria, in occasione dell’ultima frazione dell’Österreich-Rundfahrt – Tour of Austria, se preferite – Moreno Moser, uno dei più cristallini talenti del movimento italiano.

Una vera liberazione, per il figlio e nipote d’arte, che da quel 2 marzo 2013, quando si impose magistralmente alle Strade Bianche di Siena – unico successo nostrano in mezzo a tante affermazioni straniere – non era più riuscito ad alzare le braccia al cielo.

Sul ventiquattrenne trentino si è sempre parlato un gran bene: del resto non poteva essere altrimenti, scorrendo nelle sue vene il sangue di una famiglia di campioni. E le attese vengono confermate sin dal suo passaggio nel mondo del professionismo, avvenuto in maglia Liquigas nel 2012. Subito un successo di rilievo, il Trofeo Laigueglia vinto a soli 21 anni, a cui seguono altri di caratura internazionale, come il GP Francoforte, conquistato con uno scatto da finsseur di gran classe, ed il Giro di Polonia, primo sigillo WorldTour davanti a colui che, due anni più tardi, sarebbe diventato il nuovo campione del mondo, ovvero Michal Kwiatkowski.

L’anno successivo la stagione comincia sotto i migliori auspici con la già citata vittoria nell’affascinante classica senese ed il terzo posto nella frazione regina del Tour de France, quella con la scalata all’Alpe d’Huez. Ma a quel punto qualcosa si rompe: non solo sparisce il feeling con la vittoria, ma le sue prestazioni divengono inspiegabilmente sempre più opache. Forse qualche problema fisico di troppo, forse la pressione di chi – e sono in tanti! – si aspetta da lui numeri degni del suo cognome. E per un anno e mezzo Moser sembra non venir fuori dal momento no.

Fino al 12 luglio di quest’anno, quando il suo compagno di squadra Matej Mohoric in Cannondale-Garmin gli grida: “Fai tu la volata!” e lui, partito ai 300 metri, butta giù il cemento e ritrova il talento che è in lui. È il segno della rinascita, già peraltro intravista da alcune buone prestazioni nell’ultimo periodo, come il secondo posto rimediato al campionato nazionale a cronometro.

Mi sono tolto un blocco“, spiega dopo la vittoria, ben consapevole che non si tratta di un successo che cambia una carriera, ma certamente un’affermazione che “dà tanto morale“. A se stesso e all’Italia.

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